Grazie a moduli fotovoltaici invisibili il Museo Capodimonte autoprodurrà il 90% di energia

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È stato di recente annunciato il primo partenariato pubblico-privato (PPP) in Italia all’interno del Ministero della Cultura, per lo sviluppo e la riqualificazione di un museo autonomo.

Si tratta della riqualificazione del Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli che prevede l’installazione di “4.500 moduli fotovoltaici, completamente integrati e invisibili che produrranno circa 800 MWh di energia ogni anno”, sono i dati riportati nella nota stampa di ENGIE.

Sarà presente anche un impianto di trigenerazione che garantirà 800 MWh di produzione di energia elettrica e 1 GWh di produzione di energia termica all’anno. “Complessivamente, il Museo beneficerà di un risparmio energetico di oltre il 50%”. Da quanto riportato, gli impianti saranno in grado di produrre più del 90% dell’energia utile al fabbisogno del Museo.

Inoltre, il progetto prevede l’ampliamento del 77%  delle aree climatizzate per una migliore conservazione delle circa 50.000 opere d’arte presenti nel Museo. Una chicca: sarà installata una nuova illuminazione che si preannuncia come rivoluzione nella luce per l’arte.

Anche l’efficienza energetica del patrimonio artistico culturale è un tassello fondamentale per supportare il percorso di decarbonizzazione del Paese. La riqualificazione avviata con il Museo di Capodimonte rappresenta una sfida sia per un’azienda come ENGIE, impegnata a supportare anche la pubblica amministrazione nel percorso di transizione energetica, sia per l’intero sistema museale, che può replicare interventi come questo e ottenere benefici economici, ambientali e sociali”, ha dichiarato Monica Iacono, CEO di ENGIE Italia.

“Con il Project Financing facciamo un altro grande passo in avanti, ponendo al centro la sostenibilità energetica, attraverso il recupero e l’efficientamento dell’intera Reggia, prevedendo innovativi interventi sugli impianti e sugli spazi di accoglienza e allestimento. Con questi progetti, entro il 2025, Capodimonte sarà uno dei musei più avanzati in Europa in termini di tecnologia e di gestione”, sono i nvece le parole di Sylvain Bellenger, direttore generale del Museo e Real Bosco di Capodimonte.

 

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