FuturaSun si sta preparando a implementare il progetto strategico di reshoring, anche nel caso in cui non dovesse ricevere supporto dalla Commissione europea attraverso l’Innovation Fund.
La decisione dell’esecutivo europeo dovrebbe arrivare entro fine ottobre, ma il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), guidato da Adolfo Urso, ha confermato l’interesse a supportare il progetto nel caso i fondi non dovessero arrivare direttamente da Bruxelles.
“Si è aggiunta la possibilità di dialogare con il Mimit perché sono interessati a dare una mano alle aziende. Si parla di contributi a fondo perduto”, Alessandro Barin, amministratore delegato di FuturaSun, ha spiegato a pv magazine Italia.
La fabbrica di celle e moduli fotovoltaici da 2 GW richiede, nella sua prima fase, un investimento di 60 milioni di euro, spiega Barin.
“Ci stiamo preparando a un possibile scenario geopolitico. Vorremmo iniziare il progetto in maniera concreta nel 2025. I tempi sono abbastanza maturi”, ha detto Barin, spiegando che la costruzione potrebbe iniziare entro metà dell’anno prossimo.
Questo a patto che si trovi un accordo sui contributi a fondo perduto entro l’anno.
“Ci stiamo preparando a presentare le carte, nel caso in cui non dovesse arrivare il contributo dell’Innovation Fund”, ha detto Barin, spiegando che la sede della fabbrica non è stata ancora definita, ma che sarà sicuramente in Italia.
L’azienda padovana spiega di non avere grande fretta, ma che le tempistiche di realizzazione del progetto dipenderanno soprattutto dal processo burocratico. Altri strumenti di supporto potrebbero comunque rendere il progetto più appetibile.
“Per noi Transizione 5.0 è un traino, uno sbocco per i moduli”, ha detto Barin.
FuturaSun ha poi spiegato che lo stabilimento in Cina è pronto e che subirà dei ritardi a causa della situazione di mercato.
“La fabbrica di celle in Cina è pronta da inizio luglio. La linea è pronta. Siamo fermi perché il momento di mercato non è così roseo. Posticiperemo ulteriormente. Inizieremo a produrre nel 2025. Quella fabbrica però va avanti per conto suo”, ha concluso Barin.
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