Intervista – A Rieti protesta in corso contro un progetto fotovoltaico da 9,92 MW

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Elpi ha proposto la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 9,92 MW su un’area di dodici ettari nella Piana Reatina, nel quartiere di Madonna del Cuore. Il progetto ha rapidamente suscitato proteste, portando alla formazione del Comitato di Camporeatino.

pv magazine Italia ha intervistato Pier Luigi Persio di Elpi, un rappresnetante del Comitato di Camporeatino, mentre l’amministrazione comunale non ha risposto alla nostra richiesta.

Lo sviluppatore del progetto

“La protesta che sta emergendo rientra nella logica del “No sempre e dovunque”, un sentimento che trova terreno fertile anche nella nostra zona. A questo si aggiunge una scarsa conoscenza dei termini tecnici legati al problema, rendendo comprensibile, ma non del tutto condivisibile, l’opposizione. In ogni caso, protestare è un diritto”, ha dichiarato Pier Luigi Persio di Elpi.

Persio ha chiarito alcuni aspetti dell’impianto. “La sua realizzazione non avverrà in zona agricola, ma in un’area classificata dal piano regolatore come C5 e F3, per le quali è stata dichiarata la piena conformità. Si tratta di una zona edificabile e, sebbene ricada in un’area PAI, la normativa consente la costruzione a determinate condizioni, come già avvenuto per altri impianti nel Lazio”.

Persio ha spiegato che un aspetto fondamentale è che l’impianto non consuma territorio: i moduli saranno installati ad almeno due metri di altezza dal suolo e l’area complessiva occupata dai piedritti sarà di soli 8 metri quadrati. Questo lascia spazio per eventuali coltivazioni o allevamenti ovini, come accade in Australia e negli Stati Uniti. Inoltre, il sito scelto è già destinato a servizi generali e confina con il depuratore comunale.

“L’impianto avrà una superficie complessiva di 12,02 ettari e una potenza di 9,92 MW. Va poi smentita la notizia secondo cui sarebbero previste quattro torri per l’accumulo: l’accumulo avverrà, come noto, attraverso container. Il progetto prevede il collegamento alla cabina primaria che alimenta la città di Rieti (escludendo la zona di Campoloniano) e si candida a fornire energia a prezzi calmierati alle costituende Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), una delle quali sarà promossa direttamente da noi”.

Persio aggiunge che la vicinanza al depuratore comunale offre l’opportunità di affittare una porzione del campo alla società di gestione, consentendo loro l’autoconsumo energetico. Per l’iter autorizzativo è stato scelto il PAUR, la procedura più rigorosa e attenta all’ambiente, capace di garantire sia il proponente che l’interesse collettivo.

“Non è ancora possibile stabilire una data precisa per l’inizio dei lavori, ma certamente non partiranno prima di sei mesi dall’approvazione. Per quanto riguarda il crescente fermento attorno alla protesta, è utile osservare la frattura interna a Fratelli d’Italia, che ha portato alla nascita in consiglio comunale del gruppo Fratelli di Rieti, particolarmente vicino alle posizioni del Comitato”.

L’intervista a Persio si conclude con un concetto chiaro e lineare: “Le cose si possono fare solo se rispettano le normative, altrimenti non si fanno. Ma se sono conformi alle leggi, il diritto deve prevalere su chi alza la voce”.

Il comitato di protesta

La Piana Reatina è una vasta area pianeggiante situata nel centro dell’Italia, nella regione del Lazio. Prende il nome dalla città di Rieti, che si trova al centro di questa valle. La piana è circondata da montagne e colline, ed è attraversata dal fiume Velino, che ha contribuito alla formazione di un territorio fertile, ideale per l’agricoltura.

Il rappresentante del Comitato di Camporeatino ha spiegato che il comitato è nato con l’intento di preservare il paesaggio del territorio, unitamente alla sicurezza, incentivando lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili in siti decentrati e degradati.
Secondo quanto riportato dalla stampa locale, la raccolta firme si è “trasformata in una battaglia casa per casa e lungo le principali vie cittadine, oltre che in centri commerciali e bar” e che “nel giro di una settimana sono state raccolte 1.000 firme”.
“L’impianto, di 12 ettari verrebbe costruito in una zona ad altissimo rischio idrogeologico, ad una distanza dalle abitazioni veramente esigua, pari a 4-5 metri, per un altezza di 4,168 metri ed infine, ma altrettanto importante, verrebbero installate anche quattro cabine di accumulo e trasformazione”, ha dichiarato il rappresentante. (NDR: l’installazione delle 4 cabine di accumulo è stata smentita da Persio di Elpi).
“Siamo in attesa di un secondo incontro con l’Amministrazione Comunale, sperando di trovare una soluzione che consenta di costruire l’impianto negli 11 siti già individuati dal Comune, così da  salvaguardare il paesaggio e la comunità, senza rinunciare a sfruttare le possibilità e le risorse offerte dallo sfruttamento energie rinnovabili”.
Alla stampa locale, il dirigente del settore Sviluppo del territorio, Urbanistica e Ambiente, Emiliano Di Giambattista ha spiegato che il Comune “non può muoversi, finché la Regione Lazio non darà il via libera”. Il politico ha sottolineato che la legiferazione delle linee guida è di competenza regionale e non comunale.

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