dall’edizione speciale di pv magazine a Key 2025
La norma regionale sulle aree idonee definita dalla giunta della Sardegna ha generato una forte opposizione da parte di tutte le associazioni italiane delle rinnovabili. “Una norma che non conviene neppure commentare”, ha detto a pv magazine Italia Attilio Piattelli, presidente del Coordinamento Free.
Con la legge regionale n. 20/2024, infatti, più del 99% del territorio sardo è stato reso non idoneo alla realizzazione di impianti a energie rinnovabili. “Ma i numeri, in questo caso, non sono sufficienti poiché – continua Piattelli – quello che la Sardegna non ha assolutamente capito è che, per la sua particolarità di isola senza una rete gas estesa, poteva invece puntare decisamente a divenire il punto di riferimento in Italia per la transizione energetica”.
I consumi elettrici attuali dell’isola, infatti, sono di circa 12,5 TWh all’anno. Consumi che, secondo il presidente del Coordinamento Free, avrebbero permesso di raggiungere il 100% di generazione elettrica da rinnovabili già al 2030 per poi attuare politiche per una completa decarbonizzazione anche su mobilità e consumi termici. “Così facendo, già al 2040, con almeno 10 anni di anticipo, si sarebbe potuta ottenere la completa decarbonizzazione dei consumi”, ha detto Piattelli.
Un operato insufficiente che, tuttavia, Piattelli ravvisa anche nelle altre regioni, almeno stando alle bozze finora pubblicate. “Per essere onesti, nessuno dei disegni di legge che abbiamo avuto modo di analizzare ci soddisfa particolarmente perché manca una visione della transizione energetica come un’opportunità per i territori e non come un problema”, ha dichiarato.
Tra le migliori finora circolate, Piattelli preferisce la proposta della Lombardia, che ritiene “abbastanza equilibrata seppure sia priva di una spinta innovativa verso lo sviluppo delle rinnovabili”.
Bocciatura anche per quanto riguarda l’ampio margine di discrezionalità lasciato ai comuni nel disegno di legge della Toscana, che va ben oltre la libertà concessa dal Decreto Aree Idonee, ritenuta eccessiva dal Coordinamento Free.
“Il giusto approccio dovrebbe essere quello di leggi regionali che definiscono con precisione i criteri di individuazione delle aree idonee. Successivamente i comuni, con i loro strumenti urbanistici, dovrebbero essere delegati a fare una corretta mappatura puntuale delle aree, seguendo i criteri stabiliti a livello regionale”, ha suggerito Piattelli.
A tal proposito, il Coordinamento Free ha espresso condivisione per l’intervento del Consiglio di Stato che, di fatto, “sospende il decreto limitatamente alla norma che lascia libere le regioni di fare salve le aree idonee già individuate dal decreto legislativo 199/2021”.
Infine, ha concluso Piattelli, seppure non sia stato predisposto un unico documento di indirizzo condiviso dalle principali associazioni di settore, i vari approcci sono molto allineati tra loro. Pertanto, a livello associativo, quello delle aree idonee non risulta un tema divisivo, ma sul quale invece c’è sintonia. Una sintonia che, stando all’analisi del presidente del Coordinamento Free, c’è anche tra le regioni, ma verso una direzione opposta a quella auspicata dalle associazioni.

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