CER Radici Rinnovabili: 100 MW in 3-4 anni, focus su aziende e supermercati

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La CER nazionale, nata dalla collaborazione tra Senec e Northern Power Systems, conta circa 800 kW di impianti installati tra fotovoltaico ed eolico, con “l’obiettivo di raggiungere 100 MW in 3-4 anni, ampliando la rete di produttori e consumatori”. Lo spiega Vito Zongoli, Managing Director di Senec Italia, a pv magazine Italia.

Senec si aspetta che CER Radici Rinnovabili allaccerà 10 MW nel 2025, per poi allacciare 20-30 MW nel 2026, arrivando poi a 100 MW tra 3-4 anni.

“Stiamo lavorando a una decina di configurazioni che dovrebbero essere realizzate entro fine anno. Queste sono quelle legate alla pipeline che stiamo realizzando. Potrebbero comunque essere molte di più perché, con l’incentivo al 40% sui fondi PNRR nei comuni sotto i 5000 abitanti, ci sono tante aziende che stavano già realizzando impianti che erano prossimi ad allacciarli, che ora ci stanno chiedendo di aderire”, ha detto Zongoli.

Alle aziende clienti, Senec propone normalmente un impianto aziendale, suggerendo all’azienda e ai dipendenti di rientrare nella comunità per avere accesso ai contributi PNRR. A loro volta, i dipendenti possono entrare come consumatori, ma anche come produttori, installando un impianto residenziale. Un’azienda tipo in questo modello di business è un produttore di marmi, con molti dipendenti, in un comune con meno di 5000 abitanti.

“A differenza di un impianto residenziale, dove ci vogliono 3 giorni per l’installazione, un impianto da 600 kW-1 MW richiede invece tre mesi. Ma la CER e tutta la documentazione a corredo è tutta pronta”, ha detto Zongoli.

Attualmente, “Radici Rinnovabili” conta due configurazioni operative principali, una in provincia di Avellino, che conta 200 kW di fotovoltaico e 200 kW di eolico, con consumatori tra cui 10 famiglie, un ristorante, un comune, un hotel e una piccola azienda. La seconda, in provincia di Cremona, ha una configurazione simile e conta 6-7 famiglie, un’azienda e un ristorante. Questi i primi due casi attraverso cui Senec ha testato il modello di business che sta ora estendendo a tutta l’Italia.

Zongoli dichiara che i membri della CER (consumatori) registrano risparmi in bolletta equivalenti fino al 20-50% a seconda della configurazione e della quota di autoconsumo. “Per esempio, nella configurazione di Avellino, un utente tipo risparmia circa 120 euro l’anno, con la possibilità di arrivare a 250-260 euro con un autoconsumo elevato”.

La CER nazionale, nata attraverso la collaborazione con Northern Power Systems, rimane aperta anche ad altre aziende. Importante comunque che la crescita della CER veda anche un aumento contestuale dei consumatori, in modo da massimizzare la tariffa incentivante che dipende dall’energia autoconsumata.

“Una delle peculiarità di questa CER è la sua struttura associativa riconosciuta, che la differenzia dalle tradizionali associazioni semplici. Questa scelta offre una maggiore protezione ai membri, evitando che eventuali rischi finanziari ricadano sui singoli partecipanti”, ha detto Zongoli.

Senec proporrà di fare gli impianti con Senec, ma non potrà vincolare i consumatori a diventare clienti. Questi potranno rimanere clienti del loro fornitore tradizionale.

“C’è il divieto di costringere un membro della CER a diventare cliente energia. Il garante sta facendo tanta attività di screening sui contratti. Un’utility ha comunque l’interesse di mantenere il vincolo con il cliente. Noi volutamente evitiamo qualsiasi forzatura a diventare clienti di Senec Cloud, lo proponiamo soltanto. L’entrata e l’uscita sono libere. La qualità del servizio CER offerto diventerà un meccanismo concorrenziale”.

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