Il Friuli vuole indipendenza energetica senza fotovoltaico a terra

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In Friuli è stato presentato lunedì il nuovo piano energetico regionale da 1,8 miliardi che guiderà la regione verso la transizione energetica sostenibile. Ma l’assessore alla Difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, ha ribadito ieri che la giunta, con la legge sulle aree idonee, intende arginare il proliferare degli impianti fotovoltaici che penalizzano alcuni territori e alcune aree a destinazione agricola.

Scoccimarro ha presentato lunedì a Udine il nuovo piano energetico regionale che prevede investimenti per 1,8 miliardi tra pubblico e privato e circa 13 mila nuovi occupati verso la “transizione energetica sostenibile”.

Il programma, ha spiegato l’assessore, definisce diverse azioni: riduzione dei consumi e incentivi alla produzione di energie da fonti rinnovabili, interventi a sostegno della situazione energetica del territorio montano, formazione e incentivazione dell'”occupazione sostenibile”, riduzione del fenomeno della povertà energetica e supporto al territorio durante “l’impegnativo processo di transizione”.

“L’obiettivo fondamentale – ha aggiunto Scoccimarro – è di creare una regione indipendente e sicura dal punto di vista energetico. L’orizzonte temporale di attuazione è il 2030, anno entro il quale ci poniamo anche l’obiettivo di ridurre drasticamente l’uso dei combustibili fossili, incrementando il più possibile la quota di energia da fonti rinnovabili”.

Stando alle parole dell’assessore, il Friuli intende anticipare l’obiettivo europeo fissato al 2050 raggiungendo l’autonomia energetica e la totale decarbonizzazione già nel 2045.

Scoccimarro è inoltre intervenuto in Consiglio regionale sul disegno di legge sulle aree idonee per l’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili: “una norma di buon senso, di equilibrio e concretamente attuabile, che andrà a regolamentare e ad arginare il proliferare anche di quegli impianti fotovoltaici che penalizzano alcuni territori e alcune aree a destinazione agricola”, ha dichiarato.

“Su questo – ha specificato Scoccimarro – saremo la prima regione in Italia a normare con efficacia in modo compiuto e funzionale, cioè senza andare allo scontro con altre istituzioni o fonti di diritto superiore”.

Nel dettaglio, l’individuazione di superfici idonee favorisce la diffusione delle energie rinnovabili attraverso procedure accelerate di autorizzazione. Le aree privilegiate includono siti già utilizzati per impianti simili, aree bonificate, cave dismesse, zone degradate e superfici edificabili. Inoltre, vengono considerate le aree industriali, artigianali, logistiche e altre non adatte a usi alternativi. In particolare la regione vuole facilitare l’utilizzo delle aree militari dismesse per la realizzazione degli impianti.

Come ha rimarcato l’assessore, parallelamente c’è la volontà di limitare nuovi impianti nelle aree non idonee, ossia quelle ricomprese nel perimetro di beni sottoposti a tutela, stabilendo fasce di rispetto con un’ampiezza massima di sette chilometri per questi siti. Il disegno di legge definito dalla giunta, come riportato da pv magazine Italia in un precedente articolo, articolo prevede forti limitazioni per il fotovoltaico a terra.

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