A marzo, per il terzo mese consecutivo, l’energia solare ha battuto il record storico di produzione arrivando a rappresentare oltre il 10% del mix elettrico europeo. Lo rilevano i dati di Eurelectric, associazione europea dell’industria elettrica.
Questo non risulta troppo diverso dai dati sull’evoluzione della produzione di energia elettrica in Italia. Nella settimana del 3 marzo, come riportato da AleaSoft Energy Forecasting, la produzione di energia solare fotovoltaica è aumentata nel mercato italiano rispetto alla settimana precedente, facendo segnare un +65%. Nella prima settimana, il mercato italiano ha battuto il record storico di produzione di energia solare fotovoltaica per un giorno di marzo. Il 4 marzo, il mercato italiano ha prodotto 109 GWh con l’energia fotovoltaica. La settimana successiva la produzione di energia solare fotovoltaica è diminuita del 26% per poi riprendere a salire (del 32%) la terza settimana del mese e scendere nuovamente, ma questa volta marginalmente, la settimana finale del mese.
In generale, sui principali mercati elettrici europei, la produzione di energia solare fotovoltaica ha raggiunto livelli di generazione record non solo per il mese di marzo ma, più in generale, per il primo trimestre dell’anno.
Contesto europeo
La spinta data dalla produzione fotovoltaica a marzo, insieme alla crescita del nucleare e a un clima più mite, ha fatto scendere i prezzi dell’energia a 90 €/MWh rispetto ai massimi di 126 €/MWh registrati a febbraio e di 112 €/MWh a gennaio, dovuti a una scarsa produzione eolica, all’aumento della domanda di energia e ai prezzi del gas più alti degli ultimi due anni.
A marzo l’aumento delle giornate più soleggiate ha favorito una contrazione dei prezzi elevati dell’energia elettrica in Europa. La quota delle rinnovabili nel mix energetico è aumentata del 15% a marzo rispetto a febbraio, ma è ancora inferiore dell’1% rispetto al marzo 2024.
Il prezzo medio dell’elettricità sul mercato del giorno prima nel primo trimestre del 2025 è rimasto più alto del 51% rispetto alla media del primo trimestre del 2024. L’impennata, secondo Eurelectric, è stata determinata principalmente dall’aumento dei prezzi medi del gas cresciuti del 33% nello stesso periodo.
La generazione da combustibili fossili è diminuita del 15% rispetto a febbraio, ma è rimasta superiore del 16% rispetto a marzo 2024, dimostrando ancora una volta la correlazione tra prezzi dell’elettricità e peso del gas nel mix elettrico.
Prezzi negativi
Con l’aumento della produzione da fonti rinnovabili a marzo, i prezzi negativi sono tornati a farsi sentire soprattutto nei Paesi nordici. In Svezia, ad esempio, i prezzi negativi sono stati registrati 88 volte, in Polonia 55 volte.
Eurelectric chiede una rapida attuazione della riforma del mercato elettrico anche per garantire la stabilità dei prezzi a lungo termine e liberare il sistema energetico europeo da dipendenze ad alto rischio. Chiede nello specifico linee guida a livello europeo per i meccanismi di capacità e per la flessibilità. Ma non solo.
“L’Europa rimane troppo vulnerabile alle fluttuazioni dei prezzi dei combustibili fossili, soprattutto nei periodi di elevata domanda di elettricità. Per contrastare questo fenomeno, dobbiamo accelerare l’introduzione di tecnologie di risposta alla domanda e di stoccaggio e incentivare ulteriormente l’uso di contratti di acquisto di energia elettrica a lungo termine,” ha concluso Kristian Ruby, segretario generale di Eurelectric.
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