La nuova giunta dell’Emilia-Romagna ha messo tra le priorità della propria agenda la definizione della legge sulle aree idonee all’installazione di impianti a fonti rinnovabili. Una volontà dettata dalla voglia di dare un’accelerazione alla transizione energetica e contrastare i cambiamenti climatici che hanno colpito la regione negli ultimi anni. Ne ha parlato a pv magazine Italia l’assessora all’Ambiente Irene Priolo.
Al 31 dicembre 2024 risultano 152 GW di richieste di connessione per impianti fotovoltaici e 277 GW per sistemi di accumulo. Le richieste di connessione dovute a data center sono pari a circa 30 GW. Il piano di sviluppo prevede oltre 23 miliardi di euro di investimenti nei prossimi dieci anni per favorire l’integrazione delle fonti rinnovabili e incrementare la capacità di trasporto della rete.
L’agenzia ravvisa un peggioramento nell’andamento della transizione energetica rispetto all’indice Enea Ispread (-25%, con valori al minimo storico). La quota delle rinnovabili sui consumi finali (20%) resta 2,5 punti sotto l’obiettivo del Pniec al 2024. Inoltre, la media annuale della borsa italiana per l’elettricità è ben al di sopra della media europea.
L’aggiornamento pubblicato dal GSE recepisce le novità introdotte dal DL Energia e dal DL Materie prime critiche
L’aggiornamento dei dati Terna evidenzia l’attivazione di 18.201 nuovi impianti fotovoltaici e 12.443 nuovi impianti di accumulo elettrochimico integrato su rinnovabili
Il bando prevede contributi a fondo perduto per la realizzazione di interventi di efficienza energetica anche tramite la produzione di energia da fonte rinnovabile
Dal 4 marzo a oggi il ministero ha espresso pareri di valutazione ambientale per sei progetti fotovoltaici o agrivoltaici da 450 MW complessivi.
Per l’avvocato Claudio Vivani risulta importante perché “enuncia principi la cui portata eccede il tema della moratoria, affermando l’incostituzionalità delle normative regionali che si pongano in contrasto con gli obiettivi di decarbonizzazione sanciti a livello euro-unitario e nazionale”
Terna prevede per la prima asta Macse oltre il 20% di taglio dell’offerta e importante partecipazione anche di finanziatori esteri. Il Mase valuta l’introduzione di premialità per componentistica comunitaria nel Fer X e nel Macse.
Legambiente ha pubblicato un rapporto in cui evidenzia un “forte ritardo” sugli obiettivi al 2030. Tra le proposte per velocizzarne il raggiungimento rientrano la riduzione dei vincoli per il fotovoltaico a terra e la possibilità di realizzare progetti agrivoltaici su tutte le aree agricole.
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